|
|
Venerdì 18 Settembre 1998
Esperimento in una
scuola privata cattolica: l’accesso alle notizie sui figli protetto da un
codice segreto. Il preside: «Migliore partecipazione delle famiglie»
Quattro in latino? Internet fa la spia
Villa Flaminia, i genitori controlleranno
“on line” rendimento, assenze e ritardi
di MARIA ROSARIA SPADACCINO
Se siete studenti modello, dai voti al di sopra di ogni preoccupazione, che si
assentano solo per l’influenza e ascoltano con interesse ogni lezione, state
pure tranquilli. Ma se fate parte di quella folta rappresentanza che ha spesso
qualche magagna scolastica da nascondere, attenti. Presto i vostri genitori
potranno controllare in tempo reale i voti, il comportamento e l’andamento
scolastico. A che ora siete entrati e usciti dall’istituto e se non siete
andati a scuola. Insomma solo degli hackers «pirati telematici» molto esperti
potranno concedersi il lusso di marinare la scuola, in santa pace, senza essere
scoperti. Proprio ieri a Villa Flaminia, istituto scolastico a via del Vignola,
è stato presentato il progetto «Incas», servizio informatico installato dalla
società Degeco, per collegare la scuola, ovvero le singole classi, alle case
degli studenti. Un occhio telematico, dietro cui si nasconde quello di mamma e
papà, guarda e controlla.
«E’ la prima volta in Europa che Internet viene usata per accorciare le
distanze tra professori e genitori spiegano i curatori del progetto da casa a
qualunque ora i genitori potranno essere informati sull’andamento scolastico
dei propri figli».
L’istituto cattolico è il primo a Roma a proporre un simile servizio alle
famiglie dei propri studenti, e per ora sembra che solo altre dieci scuole in
tutta Italia siano interessate al progetto. «In questa maniera i genitori
potranno partecipare più direttamente alla vita scolastica dei figli spiega il
preside, professor Donato Petti così le famiglie stesse potranno aiutarci a
lavorare meglio. E’ un modo per rinnovare tra la famiglia e la scuola,
renderlo più vivo, più partecipe».
Insomma se Incas, acronimo di Internet, casa e scuola, permetterà di tenere in
contatto professori e genitori, renderà molto più difficile nascondere il
brutto voto e la scappatella un’ora prima della fine dell’orario scolastico.
Come pure una gustosa passeggiata al parco invece del 3 in greco. Davanti alla
scuola i ragazzi delle medie, tutti vestiti di blu, chiacchierano e ancora non
sanno che la loro vita scolastica sta per essere perlustrata ben bene da un
discreto e attento occhio informatico.
«Non ho niente di che preoccuparmi racconta Giorgio, 12 anni a scuola vado bene
e non nascondo niente a casa». Più agitati quelli che frequentano il ginnasio.
«Non tanto per le assenze perchè in questa scuola siamo già molto contrallati
dice Giovanna, 15 anni quanto per le interrogazioni. Se una volta va male si può
sempre recuperare la volta successiva, senza far scoppiare una tragedia
familiare». In ogni caso la privacy dello studente verrà rispettata, la
famiglia potrà accedere solo ai brutti voti del proprio ragazzo. Ogni studente
sarà identificato con un codice personale ed ogni nucleo familiare avrà una
propria ”password”. Sarà impossibile insomma sbirciare
nelle malefatte altrui.
Alla presentazione erano presenti molti presidi interessati al progetto, il cui
servizio, a sentire gli organizzatori, oltre che utile è economico. I genitori
devono solo munirsi di un pc, di un modem e pagare una rata di 100.000 lire alla
scuola per l’installazione del software locale Incas.