Nel giorno del suo ottantaduesimo genetliaco Giovanni Paolo II incontra i giovani alunni dei Fratelli delle Scuole Cristiane e affida loro un esaltante compito
 

Un progetto fortemente propositivo
per l'uomo del terzo millennio


 

Un'udienza che si trasforma in un grande incontro di festa. Nella mattina di sabato 18 maggio, giorno del suo ottantaduesimo genetliaco, il Santo Padre riceve nell'Aula Paolo VI la famiglia lasalliana:  oltre ottomila persone tra religiosi, docenti, genitori, ex-alunni. Tra loro ci sono soprattutto i giovani, tanti giovani studenti. Il loro entusiasmo "contagia" il Papa, gli riempie il cuore di gioia. Ed è a loro, alle nuove generazioni, che egli affida "un progetto fortemente propositivo per l'uomo del terzo millennio". Le invita a non fermarsi "a guardare al cammino percorso", ma ad essere testimoni del presente e a proiettarsi verso il futuro. Sin dall'inizio, del resto, i giovani hanno costituito uno dei "fili d'oro" di questo Pontificato, che di giorno in giorno esalta ed affascina il Popolo di Dio.
I molti studenti presenti si sentono interpellati a raccogliere l'impegnativo compito affidato loro. Lo sventolìo di fazzoletti e foulards, i calorosi applausi che si levano dall'Aula, sono i segni esteriori di un'adesione intima, autentica. Accompagnati dalla musica, intonano in coro "Tanti auguri a te". Cantano soprattutto i più piccoli, i bambini delle elementari. Giovanni Paolo II raccoglie riconoscente questa testimonianza di affetto:  "Grazie, tantissime grazie per questi auguri", dice sorridendo. Poi nel discorso sottolinea anzitutto il motivo dell'odierno incontro:  il terzo centenario della presenza in Italia dei Fratelli delle Scuole Cristiane. "Da quando, nel 1702, giunse dalla Francia a Roma Fratel Gabriel Drolin - ricorda - il seme da lui piantato a costo di eroici sacrifici ha portato abbondanti frutti nel campo dell'educazione". Quindi rievoca la figura del grande fondatore, san Giovanni Battista de La Salle ed il suo apostolato in campo scolastico. Infine la consegna all'intera famiglia religiosa affinché le opere educative lasalliane continuino ad essere "una provvidenziale risorsa per il bene della gioventù".


(©L'Osservatore Romano - 19 Maggio 2002)