IL TEMPO

 

Martedì 11 Dicembre 2001

Servirà cinquanta pasti al giorno suddivisi in due turni. Cuoche d’eccezione le mamme degli studenti del celebre istituto

 

Una mensa per i poveri a Villa Flaminia

 

All’inaugurazione il vicepremier Fini rilancia il varo del buono-scuola entro la legislatura


Il preside di Villa Flaminia Fratel Donato Petti mostra la cucina della mensa al vicepremier Gianfranco Fini.

 

 

L'onorevole Fini e il senatore Cursi con le mamme-cuoche.

 

di CINZIA TRALICCI

PASTA al sugo, spezzatino con piselli e provolone dolce. Questo il menu del primo pasto servito ieri nella mensa dei poveri inaugurata nell’istituto Villa Flaminia dei padri Lasalliani. La mensa, dove ieri il cibo è stato preparato dalle mamme degli studenti, è ospitata in una dependance della struttura e fornirà cinquanta pasti al giorno suddivisi in due turni, alle 12 e alle 14. Una piccola goccia nel mare del bisogno che però diventa un’onda positiva che coinvolge gli allievi e le famiglie che hanno promosso e condiviso insieme alla direzione dell’Istituto l’iniziativa che potrà contare sull’esperienza della Caritas alla quale spetterà il compito di indirizzare i bisognosi. Anche le parrocchie del Flaminio, segnaleranno la mensa alle persone in difficoltà.

 

Con questo progetto, ispirato alla visione cristiana della vita, del mondo, della storia e della cultura, Villa Flaminia continua il suo servizio educativo, promuovendo in particolare la solidarietà del volontariato nei confronti delle vecchie e nuove povertà. Sui valori e sui principi che regolano la vita dell’uomo ha posto l’accento il preside della scuola, fratel Donato Petti che ha fatto gli onori di casa al vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, al sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, al presidente della Regione Francesco Storace, al senatore Paolo Barelli, al presidente del II Municipio Antonio Saccone, all’arcivescovo elemosiniere di Sua Santità, Oscar Rizzato, a fratel Alvaro Rodriguez Echeverria, Superiore generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane e a don Angelo Bergamaschi della Caritas.


«Il pianeta Terra avrà un futuro solo se verrà riconosciuta la centralità della persona umana, strutturalmente e dinamicamente in comunità con altre persone - ha esortato fratel Donato Petti - e se ci saranno educatori capaci di dominare e guidare i processi della vita personale nella direzione di uno sviluppo umano pieno e solidale».


La scuola tra l’altro si prepara a varare altre iniziative che "aprano" Villa Flaminia alla società, al territorio circostante - presto dovrebbe decollare il progetto di un asilo nido - lanciando un messaggio ed una sfida: la scuola come palestra di altruismo e solidarietà verso i più deboli.
La presenza di tanti politici non ha fatto deviare il ragionamento sul significato sociale ed umanitario del progetto realizzato a Villa Flaminia. Di politica si è parlato ma solo per ribadire la necessità di realizzare entro questa legislatura il cosiddetto «buono scuola» per dare libertà di scegliere la scuola dei valori. Lo ha precisato l'on. Fini parlando ai ragazzi radunati nel teatro dell’Istituto, ai quali ha spiegato che la scuola «non deve trasmettere solo nozioni ma anche valori». «La scuola cattolica non può essere per le famiglie ricche ma deve essere scelta liberamente da tutti coloro che vogliono che siano trasmessi certi valori. Il compito dello Stato - ha spiegato Fini - è mettere tutti in condizione di scegliere e anche far sì che tutte le scuole abbiano i valori. Guai se avessimo scuole che formano soltanto. Chi è più povero - ha concluso il vicepresidente del Consiglio - non necessariamente è stato meno bravo. Ha avuto meno opportunità».


Il presidente della Regione Francesco Storace ha annunciato l’intenzione di dare vita ad una rassegna internazionale sul filone cattolico che lega i popoli d’Europa. «Una Europa fatta non solo di moneta ma di valori comuni - ha detto, ricordando l’impegno della sua Giunta per l’effettivo riconoscimento della parità scolastica e per la legge sugli oratori «con la quale abbiamo voluto dare un segnale in controtendenza. La cultura cattolica - ha osservato Storace - ha dato molto alla società. È bene che le istituzioni recepiscano quel che di meglio c’è per far sì che vi siano diritti che, nel nome della libertà, possano essere garantiti a tutti».


Di una organizzazione del Paese capace di esprimere al suo interno i principi della solidarietà ha parlato il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, padre di due ex studentesse di Villa Flaminia, il quale ha auspicato che il «passaggio di tante competenze dallo Stato alle Regioni possa poggiare su un federalismo solidale dove tutti abbiano accesso, ad esempio nel campo della sanità, allo stesso trattamento e alle stesse condizioni, ovunque si trovino e qualunque sia il loro reddito. Molti di voi - ha aggiunto il sen. Cursi rivolgendosi ai giovani - saranno futura classe dirigente ma, se non dovesse accadere, quello che conta è la sostanza di ciò che saprete diventare ed esprimere come uomini e donne portatori di valori e di trasparenza, qualunque sia il destino che la vita vi riserverà».

 


 

Martedì 11 Dicembre 2001


Dal 1680 al servizio della gioventù


di MARINO PETRELLI


L'ISTITUTO "Villa Flaminia" è gestito dai Fratelli delle Scuole Cristiane, una Congregazione di religiosi laici fondata nel 1680 da San Giovanni Battista de La Salle, insigne educatore e pedagogista per l'istruzione cristiana della gioventù. Sorta nel 1956, come sede distaccata del Collegio San Giuseppe Istituto Merode di Roma, la scuola si è rapidamente affermata nel panorama educativo della città, offrendo la sua proposta educativa ad un numero assai rilevante di alunni dalla scuola materna ai Licei classico e scientifico. «All'inizio del terzo millennio, l'educazione assume il posto centrale nella vita e nelle scelte della società civile e delle sue istituzioni - sostiene Fratel Donato Petti, Preside del Villa Flaminia - Per questo, ci proponiamo come una scuola che si ispira alla concezione cristiana della vita e, sul modello dei «colleges» inglesi e dei «campus» americani, vuole essere una scuola «aperta», con orari flessibili, dalla mattina alla sera e con una serie di infrastrutture sportive che la caratterizzano anche in alcuni campionati minori di pallavolo e pallacanestro». La scuola propone anche una passeggiata interna molto significativa con un percorso architettonico che propone la Fontana di San Giovanni Battista de La Salle, il Teatro Greco, costruito interamente in peperino di Bagnaia a blocchi e dietro la Grotta di Lourdes, mistica sosta di tanti alunni che, passando davanti alla Vergine Maria, la pregano e ne invocano la protezione. Nel 1996, la scuola ha ricevuto la visita del Papa Giovanni Paolo II in occasione del suo 40° anniversario e negli anni seguenti ha ospitato importanti manifestazioni con i protagonisti dei nostri giorni, da Antonino Zichichi a Carlo Rubbia.